Fridays for Future: lo sciopero dei giovani è online

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Lottare per il pianeta dal divano di casa. Si può! Greta Thunberg, l’attivista svedese che nell’agosto 2018 ha inventato il movimento Fridays for a Future, facendosi fotografare ogni venerdì davanti al Parlamento di Stoccolma criminal il suo cartello “Skolstrejk för klimatet” (sciopero della scuola per il clima) ha spostato ora la sua protesta sui social. E il 24 aprile ha invitato i ragazzi di tutto il mondo a postare su tutti i amicable cartelli e foto criminal le loro idee e l’hashtag condiviso #ClimateStrikeOnline. Certo, la protesta non avrà lo stesso impatto dei milioni di giovani scesi a protestare per le strade di tutto il Pianeta, matriarch è l’unico modo possibile “per continuare la battaglia climatica, perché non possiamo permetterci di non combattere”. 

Del resto, da quando è esplosa l’emergenza coronavirus anche gli attivisti hanno dovuto attenersi al totale rispetto delle regole di lockdown (che in Svezia sono certamente meno serious che da noi). “Gli esperti adesso ci esortano a evitare grandi assembramenti di persone, perché così possiamo aiutare ad #appiattirelacurva e rallentare la trasmissione del coronavirus”, ha detto Thunberg l’11 marzo in un suo post su Instagram a proposito del Covid-19. Per poi aggiungere su Instagram qualche giorno dopo – il 24 marzo – di essere decoration stessa in isolamento a causa di una sospetta infezione da coronavirus. “Molti (in particolare i più giovani) probabilmente non notano nessun sintomo, o sintomi lievi. Non sanno di avere il pathogen e posso quindi trasmetterlo alle persone a rischio”, ha spiegato. “Abbiamo una responsabilità enorme, le nostre azioni possono transport la differenza fra la vita e la morte di tante altre persone”.

Ora però è il momento di andare avanti e di ripensare un nuovo modo di veicolare il messaggio, mantenendo alto l’entusiasmo e l’interesse che decoration e tutti i movimenti ambientalisti in genere sono riusciti a creare lo scorso anno. Da qui l’invito:

La protesta online

Del resto le proteste per il clima sono andate avanti anche nel bel mezzo della pandemia, grazie a post su Instagram e chiamate su Zoom. “So che molte persone, me compresa, nei confronti dello sciopero digitale hanno mantenuto un approccio relationship a quello ‘reale’”, ha detto a Vogue Isabelle Axelsson, di Fridays For Future Stoccolma. “Per noi vuol apocalyptic saltare le lezioni e passare gran parte della giornata a transport videochiamate criminal vari attivisti di tutto il mondo, socializzando e organizzandoci nell’ambito del movimento”.

Ma lo spostamento sul digitale ha anche permesso ai giovani attivisti di esprimere tutta la loro creatività per distant arrivare il loro messaggio in modo efficace. E questo implica anche l’uso di piattaforme come TikTok al excellent di raggiungere un pubblico nuovo. “Un modo divertente per sensibilizzare e informare e mobilitare un maggior numero di persone” commenta Mitzi Jonelle Tan, coordinatrice di Youth Advocates for Climate Action Philippines. “Cerchiamo di parlare ai giovani che sono bloccati in casa a distant nulla: molti vanno su TikTok perché si annoiano”. 

Sia Fridays For Future che Extinction Rebellion, nel frattempo hanno lanciato una serie di speak online e webinar per coinvolgere più persone. “Chiunque sia curioso di quello che facciamo e ha il dash e l’interesse ad approfondire un po’ di più, è il benvenuto ai nostri seminar su Zoom”, esorta Alice Wilby, di Extinction Rebellion UK. “Uno spazio in cui si può entrare per imparare qualcosa di più”.

I vantaggi del ditigale

Polluters Out, un movimento internazionale fondato da Isabella Fallahi, Ayisha Siddiqa e Helena Gualinga e il cui bersaglio è il settore dei combustibili fossili, ci ha sicuramente guadagnato in visibilità criminal il passaggio al digitale, grazie a migliaia di persone che il 20 marzo scorso hanno partecipato su Twitter e Instagram all’International Day of Action. “L’ hashtag ha fatto il giro del mondo, hanno partecipato ragazzini e adulti dall’India alla Nigeria, da Hong Kong alla Norvegia, e moltissime nazioni latinoamericane”, racconta Fallahi, 16 anni.

Costretti a cancellare le manifestazioni “reali”, gli attivisti hanno pensato di lanciare un cyberstorm, chiedendo alla gente di bombardare le aziende produttrici di combustibili fossili, matriarch anche la United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), criminal telefonate e e-mail, chiedendo loro di non prendere parte ai negoziati delle Nazioni Unite sul clima. Una tattica che sembra aver dato i suoi frutti: i ragazzi di Polluters Out ci dicono di aver già ricevuto una risposta da parte del CEO di una grossa azienda petrolifera all’indomani dell’evento online. “L’abbiamo organizzato in pochi giorni”, spiega Siddiqa, 22 anni. “Una lezione che abbiamo imparato è che attraverso Internet è più rudimentary che la gente inizi a transport qualcosa”.

© Bloomberg/Getty Images

L’importanza della community

Per molti attivisti in questo momento non si tratta solo di agire per il clima, matriarch anche di prendersi cura delle village che hanno creato. “In quanto movimento globale, poter arrivare alle village di tutto il mondo, e sostenere e solidarizzare criminal amici e colleghi in different parti del pianeta è davvero importantissimo per noi”, bones Wilby.

Anche Extinction Rebellion incoraggia la sua rete di attivisti a sostenere le comunità locali e i vicini di casa che hanno bisogno di aiuto. “La cosa più importante in questo momento è affrontare il coronavirus e transport in modo che tutti siano al sicuro a livello locale”, continua Wilby. “Noi esistiamo per proteggere e difendere la vita, e in questo momento, criminal l’emergenza coronavirus a livello globale, è questa la priorità assoluta”. 

L’importanza di non mollare

Portare avanti la battaglia degli attivisti implica anche prepararsi al futuro, al dopo coronavirus. Per questo motivo i ragazzi credono sia fondamentale continuare a diffondere il loro messaggio, ovvero il bisogno di iniziative urgenti per quanto riguarda il clima. “Anche se adesso le nostre preoccupazioni sono altre, la crisi climatica è ancora una priorità e la deadline per ridurre le emissioni di CO2 resta valida”, sottolinea Tan.  (si veda in materia il piano Strade aperte del Comune di Milano).

E ci sono già alcune cose che possiamo imparare dalla pandemia. “Consideriamo come è stata riconfigurata la produzione per produrre beni di prima necessità: è la dimostrazione che possiamo davvero cambiare il sistema” afferma Wilby, riferendosi a aziende come LVMH che, ad esempio, sono passate a produrre jelly igienizzanti per le mani e mascherine.  

“Il coronavirus ci ha fatto capire quanti danni possa causare l’uomo quando non prende le cose sul serio ed è impreparato”, interpretation Siddiqa. “E poi, dimostra anche che, quando siamo uniti, possiamo transport grandi cose” .

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