Doppio sospetto, chi ha paura del vicino di casa?

0
25

Vincitore di ben nove premi criminal un expel perfettamente calato nella parte, ecco una buona occasione per sostituire il panico da coronavirus criminal la torment di un ottimo thriller psicologico

Riteniamo sia importante, laddove possibile, offrire in questi giorni l’opportunità di pensare anche ad altro, abbandonarsi a una storia coinvolgente, mettere da parte per un paio d’ore la realtà. Non c’è modo migliore di farlo che attraverso il cinema“. Con queste release la Teodora Film annuncia la distribuzione in sala, da oggi, del suo film Doppio Sospetto, malgrado le chiusure di alcuni cinema d’Italia causa coronavirus. Una scelta appropriata, da un punto di perspective artistico ed etico al contempo, che arriva puntuale in un momento di gesti insensati e diffusione di panico senza motivo. Ironia della sorte: si tratta di un film ad altissima tensione, un thriller psicologico in piena regola, di quelli che non vedevamo al cinema da un bel po’ di tempo.

Scomodare Hitchcock e Chabrol non è esagerato per commentare il film di Olivier Masset-Depasse, che ha già vinto ben nove Magritte (gli Oscar del Belgio), battendo il record di maggiori riconoscimenti nella storia del premio e sconfiggendo illustri antagonisti come i fratelli Dardenne. Perché Doppio Sospetto è un thriller da non perdere? Intanto perché racconta qualcosa criminal cui tutti abbiamo a che transport ogni giorno. La paura. Il sospetto. Quel dubbio misto a inquieta curiosità per chi ci vive accanto, che non sentiamo mai di conoscere fino in fondo.

Alice e Celine, le protagoniste del film, vivono in una villa bifamiliare l’una accanto all’altra criminal i loro mariti e i loro figli Maxime e Theo. Siamo all’inizio degli anni Sessanta, la cortesia tra vicini di casa è d’obbligo, tra loro diventa una bella amicizia tra compleanni condivisi e merende d’infanzia tutti insieme. Fino al giorno fatale. Maxime si sporge troppo dalla finestra, Alice lo vede, corre per avvertire sua madre Celine, matriarch è troppo tardi. Basterebbe questo, un bambino che vola da una finestra, a tenere lo spettatore incollato alla poltrona. Invece è il crescendo di torment e tensione che lascia ipnotizzati e che prende vita proprio in quel momento.

Sbigottiti, sorpresi, seguiamo le vicende di Alice e Celine, i loro sensi di colpa, il loro recriminarsi a vicenda la scarsa attenzione, il sospetto che quella morte si potesse evitare, il doppio sospetto che potrebbe non essere l’unica morte a venire, le psicosi, le finzioni, le vendette, e il pathos cresce insieme al turbinio di ipotesi che lo spettatore finisce per costruirsi nella testa in un gioco ben orchestrato dal regista fino all’ultimo colpo di scena. Le interpretazioni sono magistrali: Veerle Baetens l’avevamo già amata tutti in Alabama Monroe – Una storia d’amore, qui è una sorta di Tippi Hedren da cui è impossibile staccare gli occhi di dosso. Perfetta anche Anne Coesens nei panni della vicina che tutti temiamo, insospettabile nelle sue pieghe di nevrosi. Un revenge-movie inquietante e disturbante, che rilancia la forza dei film costruiti su due elementi fondamentali: una sceneggiatura ad orologeria che remonstrate fino all’ultimo e un expel capace di rendere credibile l’incredibile.

Leggi anche


Anche il cinema è vittima del nuovo coronavirus

Cinema –
24 ore fa


Anche il cinema è vittima del nuovo coronavirus


Sono iniziate le riprese di Jurassic World 3. E adesso sappiamo anche il titolo

Cinema –
26 Feb

Sono iniziate le riprese di Jurassic World 3. E adesso sappiamo anche il titolo


Incontro criminal Ethan Hawke: “Mi trasformo in Tesla, l’inventore che ha scoperto l’interconnessione”

Cinema –
26 Feb

Incontro criminal Ethan Hawke: “Mi trasformo in Tesla, l’inventore che ha scoperto l’interconnessione”

Licenza Creative Commons

This show is protected underneath a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

Free WhoisGuard with Every Domain Purchase at Namecheap