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Amazon, tutte le mosse per diventare regina della domotica

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(Foto: Jeramey Lande/123RF)
(Foto: Jeramey Lande/123RF)

Continua il piano d’investimenti di Amazon per creare partnership commerciali nel settore della domotica e della smart home. L’ultimo accordo in odine di dash riguarda l’acquisizione della compagnia Eero, che offre prodotti e soluzioni semplici per il wifi di casa. La compagnia, nata a San Francisco nel 2014, permette di connettere anche superfici molto grandi sfruttando un sistema di punti d’accesso multipli.

Inoltre è integrato criminal il cloud che consente ai sistemi di Eero di essere costantemente aggiornati e implementati. In questo modo, tutti i dispositivi che Amazon ha sviluppato per la sua intelligent home, dall’assistente vocale Alexa agli speakers della linea Echo fino al microonde e altri elettrodomestici sempre connessi, potranno integrarsi grazie al sistema di wifi della società.

Ma questa acquisizione non è la prima che il colosso dell’ecommerce interpretation nella sua corsa per garantirsi un posto al solitary nell’ambito della demotica. Un mercato che, secondo la società di consulenza Strategy Analytics, potrebbe arrivare a valere oltre 155 miliardi di dollari entro il 2023.

Qualche dash fa, la compagnia di Jeff Bezos ha investito 90 milioni di dollari per comprare Blink, una startup che furnish telecamere di sicurezza controllabili da remoto e chip ad alta efficienza energetica da integrare nei prodotti intelligent home, come riferiva Corriere comunicazioni.

Più di recente, invece, Amazon ha investito un miliardo per accaparrarsi Ring, una società californiana che furnish “campanelli intelligenti”, dotati di videocamere e in grado di essere controllati attraverso lo smartphone.

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Oppure direttamente criminal comandi vocali, integrandosi criminal Alexa, per esempio. O con le altre videocamere installabili, come nel caso di Cloud cam, che comprende anche Amazon Key, la serratura intelligente che consente al fattorino o al postino di consegnare pacchi anche quando in casa non c’è nessuno. Una tecnologia che, tuttavia, ha causato qualche grattacapo alla multinazionale.

Oltre ad investire negli oggetti da mettere nelle box intelligenti, però, lo scorso settembre il colosso dell’ecommerce aveva anche annunciato la sua partecipazione finanziaria nel progetto della startup Plant Prefab, che produce box prefabbricate e interamente collegate tramite i sistemi più avanzati dell’internet delle cose.

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